
Giugno 2020, un mese che in tanti aspettavano e che più di qualcuno aveva segnato in rosso sul calendario come l’obiettivo a cui “puntare” e fino al quale resistere, durante la pandemia. Ed ora che siamo (quasi) fuori dall’incubo chiamato Coronavirus, quasi non ci sembra vero di poter piano piano tornare alla normalità. Ma come abbiamo ritrovato la nostra città, ora che finalmente il peggio sembra essere passato? E’ una Bari vogliosa, desiderosa di mettersi alle spalle uno dei momenti più bui della sua (e della nostra) storia, quella che con vigore ma altrettanta misura, sta provando poco a poco a riappropriarsi delle sue abitudini e dei propri spazi.
Ed è proprio una delle zone senza dubbio più eleganti e prestigiose del capoluogo, il quartiere Umbertino, che in questa “Fase 3” si sta già ripopolando di suoni, luci e colori. Affacciata sul mare e caratterizzata da storici teatri e palazzi d’epoca in stile liberty. quest’area centrale delimitata dal lungomare Araldo di Crollalanza, corso Cavour, via Cardassi e via Abbrescia, rappresenta meglio di qualunque altro punto di aggregazione la parte più sana della città, espressione di una libertà e di una condivisione ritrovate e mai come quest’anno sognate da tutti i baresi.
Movida sì, quindi, ma con criterio: nessuno ha voglia di un secondo lockdown, men che meno ora che si avvicina la stagione più bella di tutte, quell’estate che ogni barese in cuor suo ama senza misura. Perché quando puoi uscire e respirare aria buona, quando il sole ti accarezza la pelle ed il mare ti riempie gli occhi di quel blu intenso e profondo, non puoi non innamorarti. Questa è Bari e questo è il quartiere Umbertino: dove tutto, finalmente, è di nuovo possibile.
